Legambiente e Sabox

Sabox, un’azienda della green economy, attenta alle responsabilità sociali.
Mi sono chiesto spesso, anche se mi accorgo di non averlo mai chiesto, se la radice del nome Sabox, derivasse dalle iniziali del nome dei titolari o dalle prime lettere di Salerno. Salerno intesa come provincia, come territorio.
Probabilmente si tratta di una “radice multipla”, come l’identità che, negli anni, questa azienda è andata assumendo. Il territorio ne è infatti elemento costitutivo: è da lì che arriva la materia prima, quel macero campano che altro non è che la carta ed il cartone che, finalmente, da un po’ di tempo e con buoni risultati, molti comuni campani hanno deciso di raccogliere in maniera differenziata. Lo stesso territorio diviene poi destinatario privilegiato di gran parte della produzione.
Prodotti che sotto forma di imballaggi, scatole, raccoglitori variopinti e atossici, provano a ricreare il ciclochiuso, tipico della natura. A chilometro zero. A risparmio idrico ed energetico. Con un forte contenuto innovativo.

Un territorio che influenza e, speriamo sempre più, viene influenzato. Un territorio, l’agro nocerino-sarnese, un tempo simbolo di terra fertile e di capacità creativa dell’uomo, e che oggi, dopo una gravissima crisi ambientale e produttiva, sembra finalmente impegnato in un difficile tentativo di riscatto e di modernizzazione. E che per questo necessita di buone pratiche. Di aziende pioniere verso la creazione del primo distretto verde del mezzogiorno. L’altro fattore caratterizzante la rapida e profonda trasformazione di Sabox, in questi anni, è stata l’innovazione di ciclo e di prodotto. Con una spasmodica ricerca di nuovi materiali, di nuove soluzioni, di nuove partnership, ma soprattutto, con il coinvolgimento di un nutrito gruppo di giovani delle “nuove professioni”: ingegneri ambientali, ecodesigner, grafici, capaci di dialogare con l’esperienza di maestranze di qualità e di tradurre in prodotti, le nuove aspettative di una clientela sempre più sensibile alle ragioni dell’ambiente e della sostenibilità.

Prende corpo, così, il GreenProject, che ha già ottenuto lusinghieri riconoscimenti in campo nazionale ed europeo e il tentativo di trasformarsi in un’azienda radicalmente ecofriendly, cioè capace di coniugare costantemente le ragioni dell’ambientalismo maturo e della responsabilità sociale d’impresa. Lungo questo sentiero l’incontro con Legambiente era ovvio, quasi scontato.
La collaborazioni in diffuse e partecipate iniziative come Comuni Ricicloni, Puliamo il Mondo o Voler bene all’Italia, diviene il segno e il risultato di un’azione condivisa, per la costruzione di una rete fatta di cittadini, aziende, comuni, scuole, associazioni, consapevoli che solo il confronto, il dialogo e l’impegno comune possono dare risposte urgenti e concrete ai nuovi bisogni.

Michele Buonomo
Presidente di Legambiente Campania